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I SACERDOTI SUSSEGUITIVI DOPO DON ROMOLO

Mons. ANGELO MENCUCCI fu incaricato come Vicario Economo della Parrocchia, finchè non fosse eletto un nuovo Parroco (1 Dicembre 1981 - 31 Gennaio 1982).

Il Vescovo poi elesse Parroco (di S. PIO X), Don PIETRO SALLEI (1 Febbraio 1982), sottraendolo alla Parrocchia di Montignano.

La Voce Misena del 18 Febbraio 1982, parla a lungo di questo Sacerdote, ne esalta la lunga e pazienza Pastorale, i 28 anni trascorsi nella sua Parrocchia, a Montignano, la stima e l'affetto dei 101 parocchiani, il grandioso Congresso Eucaristico da lui celebrato nel 1964, le feste solenni per la Madonna del Buon Consiglio, la costruzione di un grande edificio per le opere Parrocchiali; opera da lui realizzata con anni di faticoso lavoro anche manuale e inaugurato poi col nome di «Pastor Angelicus».

Rimanendo Vicario Foraneo e Vicario Economo di Montignano, per diverso tempo ancora, scende al Ciarnin per essere vicino a quella gente laboriosa e desiderosa di avere un Pastore che fosse comprensivo come era Don Romolo, pronto a farsi in quattro per aiutare la povera gente e soprattutto per organizzare le attività Pastorali; ormai che i lavori materiali sono stati ultimati dal suo benemerito predecessore.

Ma il Vescovo comprese che per Don Pietro doveva essere doloroso abbandonare le opere che gli erano sostate tanti anni di durissima fatica e sacrifici; e quindi dopo dieci mesi, a seguito di una pressante lettera di Don Pietro, lo restituì ai suoi Parrocchiani di Montignano, che lo accolsero con grande gioia e affidò la parrocchia del Ciarnin al Padre Redentorista POMPILIO DI MARIA che la resse per due anni (dal 1 Gennaio 1983 al 31 Dicembre 1984).

Padre Pompilio Di Maria era il titolare Parrochus, ma chi curò di fatto nel senso più pieno della parola la parrocchia fu Mons. ERMANNO PALAZZINI con la qualifica di «Vicarius adiutor in omnibus Vices Parodii».

Padre Pompilio Di Maria e Mons. Palazzini rinunziarono all'incarico il 31 Dicembre 1984.

Finalmente il 1 Gennaio 1985 fu eletto Parroco un religioso delle Pontificie Missioni Estere (P.I.M.E.): Padre ENRICO BERETTA, di Milano già Missionario in Cina, ad Hong Kong, per 25 anni.

Il Superiore Generale del PIME lo inviò al Vescovo di Senigallia «per un quadriennio».

Il Vescovo Odo FUSI PECCI, nella Bolla di nomina del 1 Gennaio 1985 (allegato 8), mette in evidenza la necessità di avere un Pastore che sappia assistere l'ingente numero di turisti italiani e stranieri che affollano la Parrocchia nella stagione estiva, e si affida pertanto alla molteplice esperienza pastorale di Padre Enrico, maturata nel diurno ministero già svolto in altre chiese, sia in Italia che all'Estero, per la costante crescita della testimonianza cristiana, per mezzo dell'assidua catechesi dei giovani, e specialmente delle famiglie e della promozione della carità verso i popoli in via di sviluppo e di evangelizzazione».

Nel lungo viaggio da Milano, il nuovo Parroco fu bloccato dalla neve e giunse solo il 15 Gennaio.

Prese possesso della Parrocchia la Domenica successiva, 20 Gennaio.

Intanto però aveva già diviso i compiti: il 19 Gennaio (perché il Parroco avesse più tempo da dedicare all'attività Pastorale) affidò gli incarichi Amministrativi al Consiglio per gli Affari Economici composto da Sig. Otello SANTELLI, Adrio MENGUCCI e Dina ROSSINI.

Alcuni beni sono intestati alla Compagnia del S. Rosario e Assunta (l'antica Confraternita risalente al 1584, che ebbe anche come riporta il Montanari, un Monte Frumentario); sono i tre appartamenti, la gestione del campeggio e della Colonia Marina.

Perciò il SANTELLI fu eletto Governatore della suddetta Confraternita.

Gli altri beni sono intestati alla Parrocchia.

Fu creduto utile conservare queste istituzioni, perché sono fonte di lavoro per molte persone e perché potrebbero cadere in mano di chissà quali gestori che forse non educherebbero i ragazzi come può farlo la Chiesa e i suoi laici più impegnati.

Padre Enrico dedica tutto il suo tempo alla cura delle anime le sue prediche sono molto ascoltate e meditate anche da gente di altre Parrocchie.

Il suo fervore Missionario spira venerazione.

Il 20 Gennaio 1985, mentre si festeggiava la sua presa di possesso della Parrocchia, alcuni ricordarono che in quello stesso ricorreva il XX Anniversario della morte del Vescovo che aveva fondato la Parrocchia stessa, Mons. Umberto RAVETTA.

Padre Enrico è anche un valente giornalista e scrive spesso articoli brevi ma incisivi sulla Voce Misena.

La Parrocchia di PIO X (Ciarnin) appare viva nel pieno della sua attualità; ma le necessità materiali sono prese in considerazione collegandole a quelle spirituali.

Ecco p. es. un articolo sulla pericolosità della strada che passa davanti alla chiesa, per cui i bambini non possono essere mandati al catechismo da soli, ecc.

È intitolato «S.O.S. dal Ciarnin» (4 ott. '86).

Contro il «traffico caotico», p. Enrico invoca la costruzione di un sottopassaggio, magari per il momento servendosi del torrente Morignano; in attesa, almeno un semaforo a richiesta... E conclude con forza: «La gente ha diritto ad avere un approccio facile e sicuro nella propria chiesa; qui, nella casa del Signore, che s'impara la tanto decantata moralità pubblica. Lasciar svuotare le chiese significa riempire le prigioni».

La Voce Mis. del 20.6.'85 aveva esposto un progetto: usare l'edificio ottagonale del Battistero per fare una cappella «per chi, come D. Romolo, è morto sulla strada del Ciarnin».

In questa Cappella Votiva per i Caduti della Strada sarà posto al centro il busto di don Romolo Farinelli, opera dello scultore Romolo Augusto Schiavoni; intorno, a richiesta delle famiglie, le lapidi di tutti coloro che siano dovunque periti sulla strada.

Infatti il 23.6.'85, il vescovo Odo Fusi Pecci ha benedetto questo sacello.

Un giorno questo papa Pio X che sotto la modestia paesana celava pensieri profondi, chiese ci cardinali in udienza:

Che cosa è più importante per la salvezza della società?

Uno di essi rispose: - Molte scuole. - Un altro: - Molte chiese. - Un altro ancora: - Molte vocazioni.

rispose Pio X - Ciò che occorre al giorno d'oggi sono molti laici virtuosi, illuminati, risoluti e veramente apostoli»

E di questi laici nella parrocchia di S. Pio X, ce ne sono.

Enrico ha anche altri doni: è buon musicista e sa istruire i gruppi corali; sa coltivare i fiori intonando composizioni artistiche e spettacolari.

Purtroppo il suo cuore non gli permette grandi fatiche e allora ha avuto una buona ispirazione dal cielo: richiedere al suo Istituto un collaborare di cui conosceva le grandi capacità: padre Giulio Brugnetti.

Questo sacerdote intrepido missionario in Cina per cinque anni, ma all'arrivo di Mao, nel 1948, incontrò molte difficoltà e infine subì un pesante «processo popolare e un quasi-martirio».

Tenne alta la dignità della fede, rispondendo: «La verità è una sola, e io l'ho detta».

Nel '52 fu espulso e uscì dalla Cina con un rimpianto che ancora lo addolora.

Adesso è al Ciarnin, infaticabile, capace di lavorare anche in pesanti fatiche manuali, se la casa parrocchiale ne ha necessità, ma anche pronto in ogni momento a confessare, a predicare, a fare riunioni e a recarsi nei vari paesi della diocesi per infervorare gli animi colla sua parola veritiera.

La sua figura di intrepido confessore della Fede imprime negli animi la più grande fiducia nei suoi insegnamenti.

Non è da meravigliarsi se il suo più grande persecutore, quello che al processo popolare gli diceva: «Questa volta la tua "Malìa" (Maria) non ti salverà» - finì invece per convertirsi e gli mandò questo messaggio:

Dite al Padre che io sono cambiato, perché ho saputo che lui mi ha perdonato... Ditegli che credo e che ho il Battesimo di desiderio».

Poco dopo quell'uomo già molto malato morì convertito.

Queste sono per un missionario gioie inestimabili.

Oltre alle funzioni liturgiche questi solerti padri prendono varie iniziative per riunire i parrocchiani nella solidarietà cristiana e nel buon accordo reciproco.

P. Giulio dice che i fedeli fraternizzano specialmente in certe occasioni che danno un'emozione collettiva e fanno sentire veramente fratelli.

Per esempio, nelle funzioni per i morti che rendono tutti partecipi alla commozione e del dolore altrui; nelle recite dei bambini, quando gli spettatori si sentono pieni di entusiasmo e di affetto verso quei piccoli graziosi innocenti che fanno tanta tenerezza; e infine quando tutti si radunano in un pranzo della Comunità, dove la simpatia conviviale favorisce la conoscenza, la stima reciproca e la benevolenza.

Il 30 giugno 1987, P. Enrico Berretta ha dato le dimissioni da Parroco di S. Pio X, perché trasferito dai suoi Superiori altrove.

L'11 gennaio 1988 è deceduto, dopo una lenta agonia.

Don GianCarlo CICETTI
Don Alfredo PASQUALI